Come creare contenuti originali con l’AI senza penalizzazioni

Giorgio SannaGiorgio Sanna
Come creare contenuti originali con l’AI senza penalizzazioni

L’intelligenza artificiale ha rivoluzionato il modo in cui vengono prodotti i contenuti digitali. Con strumenti come ChatGPT, Gemini o Claude, è possibile generare articoli, descrizioni prodotto, post social e testi SEO in pochi minuti. Ma con la crescente diffusione di questi strumenti, anche Google ha dovuto adattarsi.


Il motore di ricerca non penalizza direttamente i contenuti creati con l’AI, ma privilegia quelli originali, utili e costruiti per soddisfare l’intento dell’utente. In questo scenario, non basta più "scrivere" con l'AI: serve metodo, controllo e un approccio umano-centrico.

Come Google valuta i contenuti generati da AI

Nel 2024 Google ha aggiornato le linee guida per i quality rater specificando che i contenuti devono essere "utili, affidabili e orientati all'esperienza dell'utente". Questo approccio, noto come EEAT (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness), si applica anche ai contenuti AI. In breve, un testo che appare generico, troppo simile ad altri presenti online, o privo di un valore reale e contestualizzato, rischia di non essere indicizzato o di performare male nella SERP.


Approfondimento sull’E-E-A-T: il “contenuto di qualità” per Google?


Negli ultimi anni si è parlato tantissimo di EEAT, ma spesso in modo troppo teorico. Dietro a questo acronimo ci sono in realtà dei concetti molto concreti che possono fare la differenza quando si parla di contenuti, soprattutto se realizzati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.


Google non penalizza un contenuto solo perché è stato scritto con l’AI. Piuttosto, premia ciò che riesce a trasmettere esperienza reale, competenza, autorevolezza e soprattutto fiducia. E fidati, queste cose si vedono subito, anche in un semplice articolo.


Un esempio pratico che mi capita spesso


Facciamo un esempio semplice ma concreto. Se decidi di scrivere un articolo che parla di “come scegliere un software CRM” e ti limiti a un elenco copiato da qualche parte, senza commenti, senza esperienza diretta, senza indicare chi lo ha scritto o perché e din che modo hai voluto maturare quel testo scritto, Google non ci mette molto a capirlo, il suo algoritmo lo individua in maniera molto semplice. Magari è ben scritto, ma manca di spessore, di reale valore aggiunto che solo tu puoi dare.


Diverso è se parli della tua esperienza con uno o più CRM che hai davvero usato con i clienti, se confronti pro e contro, se porti esempi pratici, se firmi l’articolo e magari citi anche qualche fonte. In quel caso stai creando valore, e Google questo lo premia. Ma soprattutto, lo premiano anche i lettori, quindi ricordati mentre lo rileggi di pensare come se quell'articolo dovesse esserti davvero utile e non una serie di parole una dietro l'altra..


Come applico tutto questo quando uso l’AI


Nel mio caso, uso spesso l’AI come supporto per organizzare idee, strutturare testi, velocizzare certe fasi. Ma i contenuti finali sono sempre rielaborati, arricchiti e adattati in base all’esperienza diretta con clienti reali, campagne fatte, test e strumenti usati ogni giorno.


Per me l’EEAT significa proprio questo: usare la tecnologia per essere più efficienti, ma senza mai perdere l’aspetto umano. Raccontare ciò che sappiamo, ciò che viviamo ogni giorno nel nostro lavoro, e farlo con trasparenza.

Cosa significa davvero "originale" per l’algoritmo

Originalità non significa semplicemente evitare il copia-incolla. Per Google, un contenuto davvero originale come avrai forse già intuito è quello che porta un punto di vista autentico, utile per l'utente e ben contestualizzato rispetto al sito in cui è pubblicato.


Questo implica citare fonti, arricchire con dati, offrire esempi reali, o integrare elementi esclusivi (immagini proprie, analisi, esperienze). In questo senso, Webita sfrutta l’AI come supporto creativo, ma non delega mai interamente la scrittura. Il tocco umano è ancora l’elemento differenziante.

Strategie per rendere un contenuto AI utile e non penalizzato

Per creare contenuti generati da AI davvero efficaci, seguiamo un processo preciso:

  1. Partiamo da un'analisi SEO su misura con Webita
  2. Definiamo l’intento di ricerca reale e l’architettura del testo
  3. Utilizziamo strumenti AI per una prima bozza, che poi viene completamente rivista
  4. Aggiungiamo dati, riferimenti, link utili e approfondimenti contestuali
  5. Ottimizziamo il linguaggio e la formattazione per favorire la leggibilità

La qualità ti premia sempre

“Using automation, including AI, to generate content with the primary purpose of manipulating ranking in search results is a violation of our spam policies.”

Questo significa che non è l’uso dell’AI in sé a essere vietato, ma l’uso scorretto e automatizzato senza controllo editoriale, in effetti la stessa politica che Google ha sempre dichiarato di adottare verso qualsiasi tentativo di "raggiro" dell'algoritmo, nulla du nuovo in effetti per chi fa SEO da tempo.


Il fatto che quindi in alcune SERP ci siano ancora risultati pessimi spinti forse in passato da qualche workaround tattico di qualche SEO "vecchio stile", non ci deve portare a giocare al loro "vecchio" gioco, ma piuttosto a preparare le nostre pagine e i nostri contenuti a soddisfare il "famoso " EEAT citato sopra.


Questo ci fa capire come la AI può essere utilizzata in quest'ottica per migliorare di molto i nostri contenuti fornendoci spunti utili a creare testi ricchi ed approfonditi oltre che ben strutturati e di facile comprensione per il nostro target.

Focus sugli Strumenti per testare l'originalità

Per garantire che un contenuto generato con l’intelligenza artificiale sia realmente di qualità e conforme alle best practice SEO, è fondamentale affiancare alla scrittura una fase di verifica accurata. Uno degli aspetti più delicati riguarda l’originalità del testo e la percezione che motori di ricerca e utenti possono avere della sua autenticità. In questo senso, strumenti come Originality.ai permettono di stimare la probabilità che un contenuto sia stato generato da AI e di individuare eventuali criticità prima della pubblicazione, offrendo un ulteriore livello di controllo editoriale.


Accanto all’originalità, è essenziale valutare l’efficacia SEO complessiva del contenuto. Tool come SurferSEO e PageOptimizer Pro consentono di analizzare la struttura del testo, la pertinenza semantica e il corretto utilizzo delle keyword rispetto ai risultati già presenti in SERP.


Per un confronto più visivo e immediato con i competitor, SEO Minion risulta particolarmente utile, permettendo di osservare layout, heading e differenze strutturali direttamente nei risultati di ricerca. Infine, per escludere problemi di contenuti duplicati o sovrapposizioni con testi già indicizzati, strumenti storici come Copyscape e le stesse funzionalità di Google Search restano un riferimento affidabile, soprattutto in fase di revisione finale.

Checklist pratica prima della pubblicazione

Una buona prassi è capire se quello ch estiamo pubblicando è davvero efficace seguendo determninati step, quindi, prima di pubblicare un contenuto generato con l’AI, dobbiamo chiederci sempre:

  1. Risponde davvero alla domanda dell’utente?
  2. Porta un valore concreto rispetto a contenuti simili online?
  3. C'è almeno un elemento autentico o personale nel testo?
  4. Sono presenti collegamenti utili?


L’AI è una risorsa straordinaria, ma va utilizzata con intelligenza e strategia, come ho spiegato in maniera approfondita nel nuovo corso AI aggiornato (lo trovi qui) dobbiamo pensare la Ai come un tool di supporto non come qualcosa che ci da la soluzione . In Webita la integriamo nei processi per potenziare l’efficienza, senza mai sacrificare la qualità e l’esperienza utente. Un buon contenuto oggi non è solo ben scritto: è rilevante, utile, contestualizzato e profondamente umano.